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Furto dati personali sul web: +26,6% nel primo semestre di quest'anno. Italia 6° tra i paesi più colpiti


giovedì 3 dicembre 2020
di s-mart.biz





Il furto di dati personali sul web è ormai un fenomeno dilagante sul quale la pandemia sembra avere avuto un effetto accelerante: +26,6% nei primi 6 mesi del 2020 rispetto allo scorso anno, con l'Italia che si piazza al 6° posto nella classifica dei paesi più colpiti. I dati provengono dalla prima edizione dell'Osservatorio Cyber di Crif (i temi salienti del report sono consultabili qui) e certificano, nero su bianco, un problema dilagante.

Tra gli utenti che, nel corso dei primi 6 mesi dell'anno, hanno ricevuto avvisi di attacco informatico con conseguente compromissione dei propri dati personali, le fasce di età più colpite sono quella tra i 31 e i 40 anni e tra i 41 e i 50 anni (rispettivamente 35,7% e 33,5% del totale degli utenti colpiti), subito seguiti dalla fascia 51-60 anni. Insomma, il furto dei dati colpisce la fascia più adulta e anziana della popolazione, mentre pare non riguardare, o comunque appena sfiorare, le fasce più giovani di età.

Tra i dati che circolano prevalentemente nel dark web e nei forum dell'undeground del cyber crime, quelli più a buon mercato sono gli indirizzi email inviduali e aziendali, le password e le credenziali account social e bancari, numeri di telefono: sono tutti dati utili ad eseguire truffe di tipo phishing (cioè via Email) o smishing (cioè via SMS). Interessante notare che tra le combinazioni più ricorrenti tra i dati rubati in vendita nel dark web, vi sono quella email+password (99,6& dei casi) e numero di telefono / username + password. 

 

Altra fetta importante del mercato nero dei dati rubati è saldamente occupato dai dati a valenza bancaria o finanziaria: numeri di carte di credito e iban, conti paypal, wallet di criptovalute. Le carte di credito risultano le più esposte, considerando che nella quasi totalità dei casi, il numero della carta è venduto assieme al CVV e alla data di scadenza (91.4% dei casi), ma è preoccupante anche che nell'11,3% dei casi siano presenti anche nome e cognome del titolare della carta. 

 

 

Tra gli account rubati, incredibilmente non sono quelli social sul podio: il 73,2% degli account che sono risultati sottratti riferisce a siti di intrattentimento, ovvero di gaming online o streaming. Servizi finanziari, piattaforme di exchange, wallet di criptovalute e altre forme di servizi di pagamento vengono solo al secondo posto della classifica con un 18.7% della quota totale degi account rubati: molto bersgagliati i siti di e-commerce, che registrano da soli il 6,5% del totale dei furti dati. Solo l'1,6% dei furti rilevati è invece legato ad account di social media.

Alzando lo sguardo dall'Italia, la panoramica sul mondo indica che i paesi più colpiti in assoluto dal problema del furto di dati personali sono USA, Russia, Germani e Francia, seguiti da Regno Unito e, come detto, dall'Italia al 6° posto.




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