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Spagna: la catena di supermercati Mercadona usa il riconoscimento facciale per individuare clienti pregiudicati o con restrizioni


lunedì 13 luglio 2020
di s-mart.biz





La notizia è di pochi giorni fa, rimbalzata sui media locali e solo da un paio di giorni, a causa dell'ondata di polemiche che si è scatenata, è balzata agli onori della stampa nazionale. La famosissima catena di supermercati spagnola Mercadona ha implementato un sistema di telecamere dotate di riconoscimento facciale in 40 supermercati a Maiorca, Valencia e Saragozza. Questi sistemi identificano i clienti raccogliendo una serie di dati biometrici, quindi li confronta con una banca dati che consente di indicare se quella persona sia pregiudicata o abbia attive restrizioni della libertà personale. In questi casi verrà allertata la sicurezza del punto vendita che tratterrà la persona all'ingresso in attesa dell'arrivo della Polizia.

La reazione dei clienti non è stata affatto positiva: per questo Mercadona ha fatto sapere che i dati personali vengono cancellati dopo soli 0.3 secondi, il lasso di tempo necessario al sistema per stabilire se una persona sia o meno un criminale. Inoltre il sistema non conserva immagini in memoria: insomma, secondo Mercadona il sistema è completamente legale. Ma su questo sarà vincolate il parere del Garante per la protezione dei dati personali spagnolo il quale, intervistato dai media, ha fatto sapere di essere venuto a conoscenza di tale sistema di identificazione dai giornali ed ha annunciato l'avvio di una indagine.

Resta infatti molto controverso e normativamente poco dettagliato l'universo degli algoritmi di riconoscimento facciale: è ormai ad esempio dato per assodato che le tecnologie di questo tipo attualmente disponibili hanno margini di errore piuttosto alti e che questi aumentano notevolmente se una persona indossa ad esempio, un paio di occhiali o, dato il periodo, la mascherina come dispositivo sanitario anti Covid.

Nel caso specifico poi viene sollevato il problema del rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà delle persone, dato che si parla di sottoporre i clienti a un sistema estremamente invasivo per la privacy che potrebbe essere lesivo di diritti fondamentali: un pregiudicato non può fare la spesa? Da questo punto di vista c'è chi fa notare che forse Mercadona avrebbe dovuto consultare l'Autorità Garante come previsto dall'art. 36 del GDPR per il quale il titolare del trattamento deve consultare l'autorità nei casi in cui, pur adottando tutte le misure di sicurezza, il trattamento presenti comunque rischi per i diritti e la libertà degli interessati.




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