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venerdì 30 ottobre 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Pierpaolo Benzi

La direttiva NIS2 stabilisce chiare responsabilità per i vertici aziendali delle entità designate come soggetti essenziali e soggetti importanti. Questa responsabilizzazione implica che i leader non devono solo garantire la sicurezza informatica della propria organizzazione, ma anche essere attivamente coinvolti nella gestione dei rischi. L'adozione di misure di sicurezza minima, come quelle indicate nell'allegato della NIS2, è cruciale. I vertici aziendali devono assicurarsi che le politiche di sicurezza siano integrate nelle strategie aziendali per mitigare il rischio di incidenti.
Operativamente, ciò significa che i vertici devono stabilire una cultura di cybersecurity all'interno dell'azienda e garantire che tutte le misure di protezione siano rispettate. È fondamentale che vengano implementati processi di audit e monitoraggio continuo per garantire la conformità alle normative di sicurezza. La registrazione all'ACN (Autorità competente nazionale) è un passo fondamentale, e i dirigenti devono mantenere un dialogo costante con i soggetti delegati per la gestione delle emergenze.
La responsabilità personale dei vertici è trattata negli articoli 12 e 13 della NIS2, dove vengono sottolineati i doveri di vigilanza e di attuazione delle misure di sicurezza. Le normative prevedono anche sanzioni per i dirigenti che non adempiono a tali obblighi. È vitale che il management non solo comprenda queste normative, ma che si impegni in attività di formazione e aggiornamento continuo, in particolare in un contesto di rischio crescente in cui le minacce informatiche sono in costante evoluzione.
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