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Cookie: la corte UE bandisce le caselle di spunta preselezionate


mercoledì 9 ottobre 2019
s-mart.biz





E' da ritenersi ufficialmente e definitivamente vietata la pratica, in realtà molto molto diffusa in Internet, di richiedere agli utenti il consenso all'uso dei cookie tramite caselle di spunta preselezionate.

Il caso: Planet49 a processo
La decisione è stata presa dalla Corte di Giustizia Europea chiamata a pronunciarsi su un caso specifico: la richiesta di pronuncia proveniva direttamente dalla Corte federale di giustizia tedesca, chiamata da alcune organizzazioni di consumatori a giudicare l'azienda tedesca di giochi online Planet49, colpevole appunto dell'uso di una casella di spunta preselezionata per chiedere agli utenti il consenso all'installazione di cookie prima di giocare. La Corte tedesca ha quindi richiesto alla Corte di Giustizia Europea di chiarire, alla luce del diritto UE (quindi del GDPR), se il consenso all'installazione di cookie possa avvenire con le modalità sopra descritte e anche quali informazioni debbano essere fornite all'utente riguardo all'uso dei cookie affinchè lo si possa considerare "debitamente informato" così da poter esprime il consenso consapevolmente.

La sentenza
La Corte UE ha quindi specificato che, sia a norma della Direttiva 95/46/CE che del GDPR, il consenso debba essere considerato valido solo se espresso in forma attiva. Diviene quindi espressione di consenso non valida quella che prevede dichiarazioni preforumulate e una opposizione attiva dell'utente (deselezionare la casella di spunta) qualora non acconsentisse al trattamento. La decisione, spiega la Corte, poggia sull'evidenza di come sia praticamente impossibile determinare in modo oggettivo, se non appunto deselezionando una casella preselezionata, se l'utente del sito abbia manifestato un consenso consapevole (in modo informato, puntualizzano) al trattamento dei dati.

Insomma è invalido quel consenso all'uso dei cookie espresso con casella preselezionata che l'utente dovrebbe deselezionare in caso di negazione del consenso: a tal proposito la Corte ha puntualizzato che è del tutto ininfluente che le informazioni raccolte tramite i cookie costituiscano o meno dati personali. Inoltre la Corte ha valutato necessario, al momento in cui viene richiesto tale consenso,che l'utente sia informato, tra le altre cose, sulla durata dei cookie e sulla possibilità che vi abbiano accesso anche parti terze.

L'impatto della decisione
Come detto, la pratica di richiedere il consenso all'uso dei cookie tramite caselle prespuntate è diffusissima: la decisione nei fatti imporrà a migliaia e migliaia di gestori di siti internet di rivedere i meccanismi di raccolta del consenso, verificando la compatibilità delle policy in tal campo con la decisione della Corte. Decisione che, è bene ricordare, le autorità garanti nazionali dovranno far rispettare. Anche le informative che devono essere sottoposte agli utenti ora dovranno prevedere molte più informazioni, quindi dovranno anch'esse essere parte integrante di tale revisione.

Si potrà ancora subordinare l'accesso ad un sito al consenso all'uso dei cookie?
La decisione della Corte quindi puntualizza ulteriormente il controverso tema dell'uso dei cookie, ma non risolve completamente la faccenda: non c'è ancora infatti la parola definitiva rispetto alla compatibilità col GDPR della pratica, anch'essa diffusissima, di subordinare l'accesso ad un sito Internet all'espressione del consenso all'uso dei cookie. Ad ora, l'unica pronuncia in tema è del Garante Privacy Olandese, che ha espresso un parere contrario. Ma c'è un caso pendente alla Corte UE che potrebbe presto sbloccare la situazione.




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