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Gli italiani, il web e i dati: focus sulle paure digitali


giovedì 25 giugno 2020
di s-mart.biz



 

Nel corso dell'evento online "Data Vision & Data Value" sono stati presentati i risultati della ricerca "Focus sulle paure digitali" dell'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza Demos&Pi - Fondazione Unipolis. Il sondaggio ha registrato convinzioni, timori e sensazioni degli italiani riguardo la sicurezza dei propri dati e sul controllo degli stessi.

Anzitutto, il 23% degli intervistati ha dichiarato di essere costantemente connesso, mentre 1 italiano su 3 non accede mai al web. Uno dei dati più salienti è che ben 1 intervistato su 2 considera non al sicuro i dati che ha memorizzati sui propri dispositivi. L'e-commerce pare infondere fiducia: il 68% degli intervistati ritiene che utilizzare il proprio account di banking online oppure la propria carta di credito su siti di e-commerce sia sicuro e al riparo da brutte sorprese.

Controllo sociale
Riguardo invece la percezione di controllo sociale tramite raccolta dati, la tendenza si inverte: su questo tema il 62% degli intervistati dimostra timore, ritenendo che il Governo o comunque una qualche autorità giudiziaria tenga sotto controllo almeno una parte delle attività in rete. Larga parte però ritiene che sia un giusto prezzo da pagare in nome della sicurezza: il 49% ritiene questi controlli sulle attività online come una garanzia per i cittadini, il 28% invece dichiara che tali controllo mettono a rischio la privacy.

Meno positivo il giudizio rispetto al tracciamento online delle attività a fini commerciali: su questo tema si ritiene che l'azione delle aziende sia molto pervasiva, per alcuni inaccettabile. Il 74% degli intervistati ritiene che almeno una parte del proprio traffico sia monitorato da aziende pubblicitarie, compagnie tecnologiche o aziende e privati di altro tipo. Un numero molto rilevante, il 43% ritiene che tutti i contenuti che inviamo o ai quali accediamo navigando in rete siano controllati da questi attori. In questo caso, contrariamente al controllo da parte del Governo, ben il 59% dichiara che questo sia un rischio per la privacy.

Cybersicurezza
In termini di cyber security gli italiani sembrano molto preoccupati: il 48% ha forti timori riguardo la propria sicurezza nel web sentendosi "poco" o "per nulla" al sicuro. Sono sopratutto i più anziani ad avere paura del web: più del 50% della fascia compresa tra i 45 e 64 anni ritiene la propria sicurezza a rischio nella sfera digitale. Chi ha gradi di istruzione medio-alta , oltre a presentare il più alto utilizzo di Internet, si sente più insicuro nel web.

Dal punto di vista delle categorie professionali, i maggiori timori rispetto alla sicurezza digitale si riscontrano in quelle categorie che ricorrono alla rete non solo nella vita privata, ma anche in quella lavorativa: i livelli più elevati di timori si riscontrano tra lavoratori automoni e imprenditori (55%), liberi professionisti (51%) e tra tecnici, impiegati, dirigenti e funzionari (50%).

Finalità di utilizzo
Per quanto riguarda l'uso che gli italiani fanno della rete, la principale ragione di utilizzo (64% degli intervistati) è quella di rimanere in contatto con altre persone tramite social o app di messaggistica. Il 69% degli intervistati ha dichiarato invece che il web è stata la principale fonte di informazione durante la pandemia Covid.

Chi resta escluso dalla rete?
Come detto, più di un terzo della popolazione italiana in età adulta non accede ancora al web: tra le persone disconnesse troviamo principalmente donne (32%), soggetti con basso livello di istruzione (76%), pensionati (52%).




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