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Dati: un asset aziendale sempre più centrale, ma per gli addetti ai lavori le soluzioni attuali non sono sufficienti


giovedì 21 maggio 2020
di s-mart.biz





Dell Technologies ha pubblicato il Global Data Protection Index 2020 Snapshot, uno studio che fotografa la situazione dei dati e della loro protezione nelle aziende, che ormai da decenni sperimentano un continuo aumentare della mole di dati che si trovano a gestire, con un aumento del 40% su base annuale.

Un primo dato interessate è che, su un campione di circa 1.000 responsabili IT sia di enti pubblici che di aziende private con più di 250 dipendenti in 15 diversi paesi, l'81% dichiara che le attuali soluzioni di protezione dei dati non sembrano essere in grado di soddisfare le future esigenze di sicurezza dei dati. In contemporanea però lo studio indica che sempre più aziende stanno scommettendo sui dati, considerandoli un asset sempre più importante per il proprio businessLa media dei dati gestiti da queste aziende ammonta a circa 13,53 petabyte: dal 2016 un secco +830%, infatti nel 2016 la media era solo di 1,45 PB.

Di pari passo sono aumentate le minacce: cyberattacchi, incidenti e shut down dei sistemi sono le proccupazioni più ricorrenti per i team di sicurezza IT: l'82% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver subito un incidente di sicurezza nel 2019 (nel 2018 invece era il 76%). Più della metà degli intervistati è invece convinta che subirà un attacco o, in generale, un evento critico, entro i prossimi 12 mesi. 

Più le aziende dipendono dai dati, più una sospensione dell'accesso a questi, qualunque ne sia la causa, comporta danni maggiori: il costo medio dei tempi di inattività dei sistemi è aumentato del 54% dal 2018 al 2019, mentre il costo medio per azienda della perdita di dati ha sfondato il tetto del milione di dollari nell'ultimo anno.

Prospettive future: ci sono soluzioni?
Insomma, il quadro è chiaro ed è necessario prendere atto del fatto che i dati diverrano una delle risorse principali per le aziende, con tutti i rischi e pericoli del caso. Ma se le soluzioni attuali non sono sufficienti come dicono i team IT intervistati nello studio, ci sono possibilità di riuscire a "tenere botta" in questa guerra?

In realtà si e sono i team IT stessi a fornire alcune indicazioni. Il 71% degli intervistati, ad esempio, ritiene che vi sono tecnologie emergenti sulle quali è fondamentale puntare: Internet of Things, Intelligenza Artificiale e 5G. Una parte considerevole dei team IT però ritiene,di contro, che anche queste tecnologie comproteranno ulteriori e diversi rischi per i dati.

Probabilmente la verità sta nel mezzo o comunque è verosimile immaginarsi un contesto in cui gli strumenti tecnologici di nuova generazione diventeranno essenziali per gestire, ma anche per proteggere i dati. Una corretta strategia di protezione dei dati dovrà insomma essere supportata da un lato da nuove tecnologie, dall'altro da una cultura aziendale che, nella piena consapevolezza del valore dei dati, formi chiunque opera in azienda ad una sicura e corretta gestione del dato.




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