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venerdì 7 agosto 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Pierpaolo Benzi

Nel decidere se nominare un DPO interno o esterno, le aziende affrontano diverse criticità. Tra i vantaggi del DPO interno ci sono la conoscenza approfondita della cultura aziendale e la disponibilità immediata per affrontare le questioni che emergono. Tuttavia, la conflittualità di interessi è un rischio reale, specialmente se il DPO ricopre anche funzioni operative. Un DPO esterno, d’altra parte, porta un approccio oggettivo e una visione fresca, ma potrebbe non avere la stessa comprensione delle dinamiche interne. La scelta dovrebbe considerare anche le dimensioni dell'azienda e il volume di dati trattati.
La nomina di un DPO è obbligatoria in specifici casi, come quando il trattamento dei dati è effettuato da autorità pubbliche, oppure se l'attività principale dell'azienda consiste nel trattamento di dati che richiede un monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala. Inoltre, le organizzazioni che trattano categorie speciali di dati devono considerare la presenza di un DPO.
Il ruolo e le responsabilità del DPO sono delineati principalmente negli articoli 37-39 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). L’articolo 37 stabilisce le condizioni necessarie per la nomina di un DPO, mentre gli articoli 38 e 39 specificano i diritti e i doveri del DPO, sottolineando la sua indipendenza, autorità e obbligo di formazione continua. È fondamentale che il DPO possa operare senza conflitti di interesse e abbia accesso diretto al vertice dell’organizzazione per garantire la compliance normativa e mantenere un elevato livello di accountability.
mercoledì 5 agosto 2026
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