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venerdì 31 luglio 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Alessandro Papini

La recente introduzione del Digital Services Act (DSA) impone alle piattaforme digitali una serie di obblighi di compliance che potrebbero risultare complessi da gestire. Tra le criticità emergenti, vi è la necessità di garantire la moderazione dei contenuti e il rispetto dei diritti degli utenti, in un contesto di responsabilità amplificata in caso di violazioni. Inoltre, l'interoperabilità con le normative nazionali e regionali rappresenta una sfida, poiché le piattaforme dovranno adattarsi rapidamente a regolamenti in continua evoluzione.
Le piattaforme devono elaborare policy di gestione dei contenuti e implementare sistemi di reporting efficaci. È cruciale definire procedure per garantire la trasparenza nelle operazioni e rendere disponibili i dati riguardanti la moderazione dei contenuti. Inoltre, devono garantire che i servizi siano accessibili a tutti, in linea con le normative di accessibilità. In caso di inadempienza, le sanzioni potrebbero essere significative, rendendo fondamentale una strategia di compliance ben strutturata.
Il DSA, in particolare nelle sue sezioni riguardanti la responsabilità dei fornitori di servizi online, delinea chiaramente gli obblighi di vigilanza e di comunicazione dei contenuti. Gli articoli 12-14 esigersi misure di controllo proattive delle piattaforme, superando la precedente concezione basata sulla conoscenza. Tali misure mirano a proteggere i diritti degli utenti e a contenere la disinformazione. È essenziale che le aziende si preparino a implementare queste modifiche per evitare sanzioni e migliorare la loro reputazione.
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