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Pillole di Privacy - Videosorveglianza in ufficio: il divieto di puntamento sulle postazioni


martedì 5 maggio 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Pierpaolo Benzi



DOMANDA: quali sono le principali criticità relative al divieto di puntamento delle telecamere sulle postazioni di lavoro?

Risponde Pierpaolo Benzi

La videosorveglianza negli ambienti di lavoro presenta alcune criticità che spesso si sovrappongono alle esigenze di sicurezza e protezione dei dati personali. Il divieto di puntamento delle telecamere sulle postazioni di lavoro è una delle norme più contestate. Questo vincolo, infatti, è dettato dalla necessità di proteggere la privacy dei dipendenti. Puntare le telecamere direttamente sulle scrivanie crea un ambiente di sorveglianza continua che può risultare opprimente e comunque invasivo, compromettendo il diritto alla riservatezza. La compliance con il Regolamento UE 2016/679 implica che la videosorveglianza debba perseguire finalità specifiche, legittime e proporzionate, rendendo cruciale la scelta dei punti di ripresa.

L'approfondimento: come si può garantire la sicurezza senza violare la privacy?

È possibile implementare sistemi di videosorveglianza che rispettino la privacy dei lavoratori, concentrandosi su aree comuni e ingressi, evitando di riprendere i singoli posti di lavoro. Le telecamere possono essere utilizzate per monitorare accessi e uscite o per garantire la sicurezza in spazi condivisi, seguendo il principio di minimizzazione dei dati. Inoltre, una corretta informativa ai dipendenti e un'adeguata formazione sul corretto uso dei sistemi di sorveglianza mitigano le preoccupazioni, favorendo una cultura della trasparenza.

Il dettaglio normativo: quali articoli trattano il divieto di puntamento sulle postazioni?

Il Codice della privacy e gli articoli 88 e 89 del Regolamento UE 2016/679 trattano in modo esplicito le modalità di attuazione della videosorveglianza in ambito lavorativo. Questi articoli evidenziano l'importanza di effettuare una valutazione d'impatto sui dati per garantire che i sistemi di videosorveglianza non compromettano i diritti e le libertà dei lavoratori. In caso di installazioni che prevedano il monitoraggio diretto delle postazioni, sarebbe necessaria una *giustificazione* particolarmente rigorosa per dimostrare che non vi siano alternative meno invasive praticabili.




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