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giovedì 19 marzo 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Pierpaolo Benzi

Nel contesto odierno, le misure minime di sicurezza informatica non sono più sufficienti a garantire la protezione dei dati personali. Le organizzazioni si trovano ad affrontare un panorama in continua evoluzione, caratterizzato da minacce sempre più sofisticate e da attacchi informatici mirati. Tra le principali criticità vi è la necessità di implementare una cultura della sicurezza all'interno dell'organizzazione e di formare il personale su pratiche di cybersecurity. Inoltre, è fondamentale che vengano eseguite valutazioni dei rischi e audit di sicurezza regolari per identificare vulnerabilità e lacune nei sistemi di sicurezza.
Per garantire una sicurezza continua, è essenziale adottare un approccio proattivo. Ciò implica l'integrazione di tecnologie di monitoraggio avanzato, l'utilizzo di firewall di nuova generazione e l'implementazione di soluzioni di encryption dei dati. Le organizzazioni dovrebbero investire in backup regolari e piani di risposta agli incidenti, essenziali per limitare i danni in caso di violazione. Inoltre, la collaborazione con esperti di cybersecurity può fornire una visione esterna indispensabile per migliorare l'efficacia delle misure di sicurezza.
Il GDPR stabilisce requisiti chiari riguardo alla sicurezza dei dati, in particolare negli articoli 32 e 25. L'articolo 32 impone che il titolare del trattamento adotti misure tecniche e organizzative adeguate a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, tenendo conto dello stato dell'arte e dei costi di attuazione. L'articolo 25, dallo stesso punto di vista, richiede che la protezione dei dati sia integrata nell'ambito del design e del default. Pertanto, le organizzazioni devono garantire non solo misure reattive ma anche agire in modo proattivo per prevenire eventuali violazioni dei dati.
martedì 17 marzo 2026
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