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mercoledì 25 febbraio 2026
Rubrica giornaliera Pillole di Privacy. Risponde Alessandro Papini

L'Internet of Things rappresenta una delle frontiere più complesse per la protezione dei dati personali. Oggetti di uso quotidiano, dai wearable agli elettrodomestici smart, raccolgono e trasmettono costantemente un'enorme mole di informazioni, spesso includendo dati particolari ai sensi dell'Art. 9 del GDPR, come quelli sulla salute. La principale criticità risiede nella frammentazione della catena del trattamento: il produttore del dispositivo, lo sviluppatore dell'app, il fornitore del servizio cloud e altri attori possono agire come distinti Titolari del trattamento o Responsabili del trattamento. Questa complessità aumenta esponenzialmente i rischi di accessi non autorizzati, violazioni dei dati (data breach) e profilazioni massive, spesso condotte all'insaputa dell'interessato. È quindi imperativo che l'intero ecosistema IoT sia progettato e gestito nel pieno rispetto dei principi fondamentali del GDPR, garantendo trasparenza, finalità e sicurezza.
L'applicazione dei principi di privacy by design e privacy by default, sanciti dall'Art. 25 del GDPR, è il cardine per la conformità nel mondo IoT. In pratica, significa che i produttori devono integrare le tutele per la privacy fin dalla fase di progettazione del dispositivo. Ciò si traduce in misure tecniche e organizzative concrete: adozione di protocolli di crittografia per i dati sia in transito che a riposo (at-rest e in-transit), meccanismi di autenticazione robusta per prevenire accessi non autorizzati, procedure per il rilascio di aggiornamenti di sicurezza e, soprattutto, il principio di minimizzazione dei dati. Per impostazione predefinita (by default), il dispositivo dovrebbe raccogliere solo i dati strettamente necessari per erogare il servizio, richiedendo un'azione positiva dell'utente per attivare eventuali ulteriori raccolte. La chiarezza delle informative privacy e la semplicità nella gestione dei consensi sono altrettanto cruciali per l'utente finale.
Oltre al quadro generale del GDPR, gli articoli più pertinenti per l'IoT sono l'Art. 25 (Privacy by Design e by Default) e l'Art. 32 (Sicurezza del trattamento), che obbligano i titolari ad adottare misure adeguate al rischio. Un riferimento essenziale sono le *Linee guida 4/2019* dell'EDPB sull'Articolo 25, che forniscono indicazioni operative. Sebbene precedenti al GDPR, anche l' *Opinione 8/2014 del Gruppo di Lavoro Articolo 29 (WP29)* sull'Internet of Things offre spunti ancora validi. In prospettiva futura, è fondamentale monitorare l'evoluzione di normative come il Cyber Resilience Act, la proposta di regolamento europeo che mira a introdurre requisiti di cybersicurezza obbligatori per i prodotti con elementi digitali, rafforzando così in modo significativo le tutele per gli utenti e la responsabilità dei produttori, in piena sinergia con gli obblighi del GDPR.
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